Studio odontoiatrico

Studio Dentistico Dott.ssa Claudia Fusco

Studio Dentistico
Dott.ssa Claudia Fusco

La nostra struttura – lo Studio Odontoiatrico Fusco, con sedi a Caserta e a Santa Maria Capua Vetere – è ormai prossima a festeggiare i venticinque anni di attività, al servizio della salute dei denti e della bocca dei nostri pazienti.

Possiamo affermarlo con orgoglio, oggi siamo uno Studio Dentistico che offre soluzioni di elevata eccellenza qualitativa grazie ad una struttura altamente specializzata in ogni branca del settore odontoiatrico.

Soluzioni per i denti e per il sorriso

Approcciamo la totalità dei problemi relativi all'occlusione, ai denti ed al sorriso dei nostri pazienti nel rigoroso rispetto delle evidenze scientifiche avvalendoci delle tecnologie più avanzate e dei materiali più sicuri.

Assistenza odontoiatrica altamente specializzata


Il nostro scopo è realizzare una assistenza odontoiatrica altamente specializzata offrendo soluzioni personalizzate in linea con i protocolli internazionali più aggiornati. Spaziamo dalla ortodonzia alla parodontologia ed alla protesi con l'ausilio di chinesiografia ed elettromiografia (EMG) tutto nel rispetto delle articolazioni temporomandibolari (ATM).

Parodontologia

MALATTIE PARODONTALI (VOLGARMENTE CONOSCIUTE COME PIORREA)

La parodontologia è la branca dell’odontoiatria che comprende prevenzione, diagnosi trattamento delle malattie dei tessuti di supporto e sostegno dei denti (e del loro corrispettivo per le radici artificiali, gli impianti).
(Definizione tratta dall’American Academy of Periodontology)

L'importanza della prevenzione e dell'igiene dentale

Con l’espressione “malattia parodontale” ci si riferisce a tutta una serie di patologie a carico dei tessuti parodontali più superficiali (gengiviti) o più profondi (parodontiti).
La parodontite è una patologia ad eziologia prevalentemente batterica (da qui l’importanza fondamentale di una ottima igiene orale domiciliare e professionale, oltre che di periodici controlli, a cadenza trimestrale), nella quale però un ruolo fondamentale hanno anche i cosiddetti fattori di rischio:

  • Predisposizione genetica
  • Fumo
  • Patologie sistemiche: collagenopatie come la sindrome di Papillon-Lefèvre, diabete non compensato, deficienze immunitarie, …
  • Alcuni farmaci appartenenti alle classi di: antiepilettici, anti-ipertensivi e anti-aritmici, immunosoppressori

Quali fattori possono causare o favorire la parodontite?

FUMO

Il fumo è uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo e la progressione delle malattie parodontali. Agisce a più livelli, danneggiando i tessuti molli, alterando le difese immunitarie, aumentando l’infiammazione, e mascherando le manifestazioni della malattia parodontale!

Il fumo: un rischio silenzioso

Le sostanze contenute nelle sigarette agiscono da vasocostrittori: riducono cioè l’afflusso di sangue alle gengive, e quindi diminuiscono l’apporto di ossigeno e nutrienti a questi tessuti. Ciò fa si che paziente fumatore affetto da malattia parodontale non avverta né arrossamento né sanguinamento delle gengive (oppure attenua moltissimo queste manifestazioni). Pertanto spesso - purtroppo - non ci si rende conto della parodontite in atto: la malattia parodontale continua silenziosamente a progredire fino a creare lesioni avanzate, arrivando a rendere i denti mobili, senza che il paziente sospetti di esserne affetto.

I molteplici effetti (negativi) del fumo

  1. Favorisce la selezione di batteri patogeni parodontali: perché riduce l’apporto di ossigeno nelle tasche parodontali, specialmente in quelle più profonde e difficili da pulire, cosicché si creano microambienti adatti alla crescita di specie batteriche molto aggressive.
  2. Altera le difese immunitarie del paziente: diversi studi hanno evidenziato che il fumo di sigaretta è associato a una minor funzione dei polimorfonucleati, cellule che ci difendono dagli insulti esterni. Inoltre la nicotina aumenta il rilascio di sostanze infiammatorie da parte di specifiche cellule stimolate dalla presenza dei batteri.
  3. Gli effetti sui tessuti parodontali: la nicotina è un forte vasocostrittore (come già detto sopra), il che non solo maschera gli effetti della parodontite, ma ostacola anche i meccanismi di difesa e di guarigione del nostro organismo. Infatti la nicotina è in grado di contribuire al riassorbimento di osso intorno al dente.

PATOLOGIE SISTEMICHE

Ci sono patologie che riguardano l’organismo in maniera più o meno generalizzata (ovvero sono “sistemiche”), e che si ripercuotono anche a livello del cavo orale.
Pazienti con collagenopatie (come la sindrome di Papillon-Levèfre o la sindrome di Ehlers-Danlos, ma ce ne sono anche altre) e pazienti con alterazioni del sistema immunitario (sindrome del leucocita pigro, sindrome di Chediak-Higashi, e altre) possono avere un rischio maggiore di sviluppare malattie parodontali.
Una patologia sistemica di fondamentale importanza nella malattia parodontale è il diabete: è ormai ampiamente documentato che diabete e parodontite si influenzano reciprocamente!

DIABETE

Sia il diabete di tipo 1 che quello di tipo 2 hanno importanti risvolti sistemici e sulla malattia parodontale.

Influenze del diabete sulla malattia parodontale:

Se non c'è un opportuno controllo metabolico (di cui l’emoglobina glicosilata è un ottimo indice) il paziente affetto da diabete presenterà un aumentato rischio di sviluppare parodontite per diversi motivi:
  • perché diminuisce la funzionalità dei polimorfonucleati (cellule che rappresentano la prima linea di difesa del nostro organismo, anche nei confronti dei batteri patogeni parodontali);
  • perché livelli cronicamente elevati di glicemia possono portare a modifiche dei tessuti e ad un ispessimento dei vasi: questa situazione comporta una rallentata guarigione dei tessuti, a un forte stress ossidativo e al rilascio di mediatori proinfiammatori, che aumentano il danno tessutale.

Influenze della malattia parodontale sul diabete:

È stato evidenziato che non solo il diabete costituisce un fattore di rischio per la malattia parodontale, ma anche la malattia parodontale - se non trattata - può esacerbare la patologia diabetica. Di fatti, in seguito a trattamento parodontale, si ha un abbassamento dei valori sierici di marker dell’infiammazione, come ad esempio la proteina C reattiva e TNF-alfa (correlato all’insulino-resistenza periferica).

parodontite piorrea genviviti

EZIOLOGIA DELLA PARODONTITE

Forme più comuni di pardontite

La parodontite è una patologia ad eziologia multifattoriale; ne esistono molte forme diverse. Le forme più comuni di pardontite sono la parodontite cronica e la parodontite aggressiva (insieme costituiscono il 98-99% delle parodontiti). Entrambe riconoscono come fattore eziologico principale l’accumulo di placca batterica.

Diagnosi parodontale

La stratificazione e l’accumulo di diverse specie batteriche nel solco gengivale porta prima a una condizione di gengivite, e poi, se la placca non viene rimossa per un certo tempo, si passa ad uno stato di parodontite.
Una volta instauratosi un quadro di parodontite, non è più ottenibile la restituito ad integrum dei tessuti anche se si asporta la placca batterica accumulata: è quindi fondamentale a questo punto l’intervento dell’odontoiatra.
Dopo un’accorta diagnosi parodontale, che si basa su esami radiografici e clinici, l’odontoiatra attuerà il protocollo di trattamento più opportuno. 

Parodontite: vanno assunti antibiotici?

Il piano di trattamento varierà a seconda della diagnosi. Non tutte le forme di parodontite richiedono la somministrazione di antibiotici! Solo nelle forme di parodontite aggressiva, parodontite cronica severa generalizzata e parodontite necrotizzante è consigliabile eseguire una terapia antibiotica, che in ogni caso andrà a costituire una terapia di associazione: si eseguirà cioè non singolarmente, ma a seguito di sedute di terapia meccanica volte a rimuovere l’agente eziologico.

Test microbiologico: quando e perché?

Spesso si sente parlare di test microbiologici, atti a valutare quali siano i singoli batteri presenti nelle tasche parodontali. Tuttavia, non è un singolo batterio a causare parodontite, bensì complessi batterici.
Nella placca sottogengivale si stratificano tutta una serie di batteri (in uno studio del 2001, Paster ha individuato più di 500 specie batteriche differenti!). Alcuni batteri sembrano essere più o meno associati allo sviluppo di lesioni parodontali: quelli più “pericolosi” sono stati riuniti da Socransky nel cosiddetto complesso rosso (che comprende Porphyromonas gingivalis, Tannerella forsythia, Treponema denticola).
La fondamentale differenza tra la parodontite e malattie infettive di origine batterica è che non c’è un solo batterio “colpevole” e da eliminare: è la compresenza di molti batteri diversi, con la loro co-adesione ed aggregazione nel biofilm dentale, a causare la malattia parodontale.
Individuare le singole specie presenti non ha pertanto risvolti clinici di grande rilievo, dal momento che:
  • la terapia meccanica non chirurgica è volta a disgregare ed eliminare il biofilm dentale nel suo complesso (vengono rimossi indistintamente tutti i depositi sottogengivali)
  • si esegue (solo nelle forme di parodontite che lo richiedono!!) una terapia antibiotica che funziona contro i vari patogeni parodontali.

Protesi ed Estetica

Un bel sorriso non è per caso

Protesi

Le protesi dentali, fisse e mobili, servono a riabilitare le funzioni orali dei pazienti cui mancano alcuni o tutti i denti, che vengono quindi sostituiti con elementi dentari artificiali. Presso lo Studio Odontoiatrico Fusco abbiamo ogni tipo di protesi dentaria.

Implantologia

Lo Studio Dentistico Fusco seleziona e mette a disposizione le migliori soluzioni di implantologia. Negli ultimi anni la ricerca scientifica e i progressi tecnologici hanno contribuito a far raggiungere all’implantologia livelli di assoluta eccellenza.

Metodica

Tutti i pazienti che si presentano al nostro studio sono aiutati a compilare una cartella clinica nella quale oltre alle consuete domande relative alla anamnesi medica generale ed odontoiatrica, dovranno specificamente indicare il motivo della visita. 
Molto spesso ci capita di osservare che il motivo fondamentale che porta il paziente alla nostra osservazione accanto alle problematiche odontoiatriche, è il miglioramento estetico del proprio sorriso.  
Pertanto dopo un attento esame clinico (parodontale, endodontico ortodontico ed articolare), radiografico e strumentale (elettromiografia, kinesiografia ed esame posturale) procediamo al rilievo delle impronte ed alla esecuzione dei report fotografici intra orali e del volto. a riposo e nella mimica. 
Solo allora sarà possibile formulare una diagnosi ed elaborare un piano di trattamento individualizzato che, laddove non sussistano limiti tecnici o controindicazioni terapeutiche, terrà sempre in gran conto quelle che sono le richieste estetiche del paziente
Spesso sarà necessario un lavoro di equipe, con il coinvolgimento di diverse figure professionali ed a volte addirittura del chirurgo maxillo facciale. 
Qui di seguito viene proposta una piccola galleria fotografica di casi clinici. 

CASO 1: PRIMA

DOPO

Caso clinico: esempio di riabilitazione totale su impianti in arcata inferiore

Caso 2: Riabilitazione implantare al mascellare superiore

Non sempre è possibile procedere alla riabilitazione con impianti

Quando l'osso è medio sottile o si è vicini ad ostacoli anatomici importanti come il canale mandibolare (attraversato dall'arteria e dalla vena e dal nervo alveolare inferiore) o il seno mascellare (cavità pneumatica comunicante con le vie aeree superiori) sarà obbligatorio ricorrere a procedure chirurgiche maggiori come la trasposizione del canale mandibolare, il rialzo del seno mascellare e/ o l'espansione della cresta ossea alveolare oltre che a metodiche rigenerative.

Il caso riportato di seguito mostra un caso complesso clí riabilitazione implantare al mascellare superiore con totale assenza di spessore ed altezza ossea. 
Solo con lo scollamento della membrana dì Schneider (che riveste il seno mascellare) e con l'inserimento di materiale osteoconduttore e membrane di collagene si è potuto procedere all'insermento delle fixture in titanio. 
Da notare l'ampiezza del seno mascellare (area grigia al di sopra della zona edentulia nel riquadro) ed il suo riempimento successivo (radiopacità intorno e al di sopra degli impianti).

Scollamento membrana di Schneider

 Poiché sarà necessario attendere i tempi di osteointegrazione non solo degli impianti ma anche del bio materiale inserito, il paziente è stato lasciato temporaneamente su placca gnatologica per ottenere comunque sin da subito un riequilibrio occluso posturale.

Impianti inseriti e coperti da osso sintetico

Pedana eseguita con placca gnatologica

A sinistra esame iniziale

Sbiancamento

La procedura dello sbiancamento dentale ha lo scopo di migliorare l'aspetto dei denti
intervenendo sul loro colore e rendendoli più bianchi.

Si parla di pigmentazioni quando sostanze coloranti di varia natura ( batteri cromogeni, pigmenti dei cibi, bevande o farmaci) si fissano alla superficie della corona dentale e di lì passano negli strati più superficiali dello smalto.

Gli esempi più noti sono caffè, nicotina, te', vino rosso, liquirizia, clorexidina e cloruro stannoso.

sbiancamento di denti discromici

La tecnica, infallibile, da Noi usata per lo sbiancamento di denti discromici prevede una
applicazione in studio potenziata da luce Laser ed una seconda fase domiciliare con mascherine "su misura" e gel meno concentrati da usare per circa una settimana durante la notte.

I perossidi sbiancanti penetrano nei tessuti dentali ossidando (spezzandole) le grosse molecole cicliche (responsabili della colorazione) e trasformandole in molecole più corte, non colorate .

sbiancamento Interno dei denti

Altra tipologia di sbiancamento è quello Interno dei denti che, trattati endodonticamente (devitalizzati) abbiano mostrato un cambiamento di colore.

Faccette

Ortodonzia



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Ortodonzia invisibile

L’ortodonzia invisibile punta alla correzione dei denti disallineati con l'impiego di un apparecchio invisibile perché incollato sulla faccia interna dei denti, quindi esteticamente non invasivo, che garantisce ottimo comfort e grande efficacia.

Lo Studio Odontoiatrico Fusco, presso le proprie sedi site a Caserta ed a Santa Maria Capua Vetere, propone innovative soluzioni di ortodonzia invisibile, come le mascherine invisibili, perfette per raddrizzare i denti senza ricorrere all’apparecchio tradizionale.

L’ortodonzia invisibile non impiega le tradizionali apparecchiature, che possono creare imbarazzo nei pazienti a causa della loro visibilità, ma soluzioni che sono applicate sulle superfici interne degli elementi dentari, praticamente invisibili.

Chinesiografia ed Elettromiografia

Tutti i nostri casi di riabilitazione complessa (protesici, ortodontici e gnatologici) vengono trattati con l'ausilio della Elettromiografia di superficie, della Kinesiografia e della Pedana Baropodometrica.
Si tratta di presidi accessori altamente tecnologici che consentono di inquadrare le problematiche occlusali in una visione più globale e completa con la distinzione delle patologie Discendenti (che dal cavo orale sì ripercuotono sulla postura), da quelle Ascendenti (che viceversa dall'alterato appoggio podalico ascendono lungo la colonna sino alle articolazioni temporo mandibolari) ed infine da quelle Miste (combinazione delle due possibilità).

Kinesiografia

Nasce negli anni '70 con Jankelson.
È un esame non invasivo che si effettua mediante un sistema di rilevamento ad ultrasuoni attraverso:
  • un sensore (che viene poggiato sugli elementi frontali della arcata inferiore),
  • un leggerissimo telaio adattato intorno alla testa che crea uno spazio virtuale nel quale viene registrata la posizione 3 D del sensore,
  • ed un apposito software su PC che consente la visualizzazione grafica del movimento mandibolare.

Elettromiografia

La Elettromiografia misura, attraverso elettrodi poggiati sulla cute, il potenziale d'azione (l'attività elettrica) dei principali muscoli masticatori a riposo, durante la masticazione e nei test di affaticamento.
Particolare attenzione viene dedicata all'intensità , alla simmetria destra / sinistra ed al differente coinvolgimento della muscolatura temporale e masseterina.

Pedana stabilometrica

La pedana stabilometrica è uno strumento elettronico basato sul concetto che il nostro corpo ha il fulcro a livello dei piedi mentre l'altro estremo, la testa oscilla nello spazio.
La pedana misura queste oscillazioni in senso antero/posteriore e destra/sinistra verificando se esse sono compatibili con la frequenza "standard" .
Inoltre consente la rilevazione e la distribuzione dei carichi posturali nelle diverse zone del piede e tra i due piedi .
L' esame condotto ad occhi aperti e chiusi, con i denti a contatto e non, evidenzia rapidamente problematiche di natura neuro muscolare legate ai denti ed all'occlusione o indipendenti da essa.
Solo quando tutti i parametri (EMG, kinesiografia e stabilometria) si saranno normalizzati il caso sarà pronto per la finalizzazione definitiva (se si tratta di un caso protesi) o per lo sbandaggio (nei casi ortodontici più elaborati).

Dove siamo

Santa Maria Capua Vetere

Fai un tour virtuale nel nostro studio di Capua Vetere

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